La leggenda del Reiki - Diego Dusetti Coach

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LA LEGGENDA DEL REIKI
Questa è la leggenda del Reiki che è stata trasmessain occidente dalla signora Hawayo Takata, col tempo si è dimostrata falsa anche se tutt’oggi la si trova nei libri.
Takata fece questo perchè il periodo in cui introdusse il Reiki in occidente corrisponde al periodo della seconda guerra mondiale.
Takata nacque negli USA da genitori giapponesi ed in quel periodo non c’era un bel rapporto tra le due nazioni quindi le genti provenienti dal Giappone erano viste come persone non affidabili. Perciò Takata modificò la storia e le origini del Reiki per far in modo che venisse accettato dalla cultura del luogo. Questa fu una grande idea perché permise la diffusione a livello globale di questa preziosa tecnica.
La leggenda sulle origini del Reiki narra che fu scoperto all’inizio del XX secolo da Mikao Usui, rettore dell’Università Doshisha di Kyoto. Le domande di uno dei suoi studenti riguardo alle guarigioni miracolose di Gesù lo spinsero ad intraprendere una ricerca che lo portò a condurre studi negli USA nell’Università di Chicago, nell’India settentrionale ed infine in Giappone. Il Sig. Usui parlava il giapponese, inglese, cinese e anche l’antica lingua sanscrita.
Fu proprio in Giappone, durante un ritiro in un monastero Zen che ritrovò alcuni antichi Sutra buddisti i quali descrivevano in sanscrito alcune formule e alcuni simboli che contenevano le risposte alle sue domande.
Usui, il giorno seguente, decise di recarsi sulla sacra montagna Kuriyama dove volle restare per 21 giorni in solitudine, digiunando e meditando con il fine di entrare in contatto con il contenuto del testo. All’alba dell’ultimo giorno egli vide una luce avvicinarsi che lo colpì al terzo occhio tramortendolo. Al suo risveglio vide miriadi di bollicine colorate e, in luce bianca, i simboli in sanscrito del Reiki. Quello fu il momento dove egli apprese come utilizzare questa Energia.
Mikao Usui decise di utilizzare questa tecnica di guarigione con i mendicanti dei ghetti di Kyoto dove restò per 7 anni.
Durante la sua permanenza egli chiese ad alcuni dei mendicanti il perché non cercassero un impiego per vivere in modo decoroso e loro replicarono che preferivano mendicare.
Fu in quel momento che Usui, scosso dalla risposta, sancì i 5 principi del Reiki:
Solo per oggi:
  1. Non sarò preoccupato;
  2. Non sarò arrabbiato;
  3. Sarò grato per ciò che ho;
  4. Lavorerò con diligenza;
  5. Sarò gentile con me stesso e le altre persone.
Scopri i 5 principi

Dopo il tempo trascorso con i mendicanti, tornò in città e da lì iniziò a tramandare la tecnica in tutto il Giappone.
Così ebbe inizio la divulgazione del Reiki.
Mikao Usui morì nel 1926
Il dott. Cijiro Hayashi, uno dei collaboratori di Usui, fu il primo diretto discendente nella linea della tradizione il quale gestì fino al 1940 una clinica di Reiki a Tokyo.
Successivamente ci fu la sig.ra Hawyo Takata, nata nel 1900 sull’isola americana delle Hawaii da genitori giapponesi.
Quando venne a conoscenza del Reiki, era madre di due figlie e si trovava in una situazione psico-fisica molto grave.
Essa si trasferì in Giappone per curarsi e venne a conoscenza della clinica di Hayashi dove, dopo diversi trattamenti, ritornò in salute. Takata restò al fianco di Hayashi per circa un anno dopo di che tornò alle Hawaii.
Quando il suo insegnante andò a trovarla, Takara apprese la tecnica e diventò maestra di Reiki.
Hayashi morì nel 1941 e Takara divenne la Grande Maestra Reiki.
Morì nel 1980 lasciando 22 Reiki Master situati tra USA e Canada.  
Da quel momento il Reiki si è diffuso in tutto il mondo.
Tralasciando il fatto che questa sia una storia divergente da quella originale per ovvie ragioni, personalmente ringrazio Usui e i suoi successori per aver condiviso e diffuso questa straordinaria tecnica di guarigione sia fisica, mentale e spirituale che facilita la comprensione dell’unione che c’è tra tutti gli esseri dell’Universo.
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