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Come il Coaching sia alla base del Dragon Dreaming

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Pubblicato da Diego Dusetti in Coaching · 16 Giugno 2020
Tags: DragonDreamingCooperazionelavorodisquadralavorointeamlavoroperlecomunità

COME IL COACHING SIA ALLA BASE DEL METODO DEL DRAGON DREAMING
 
“Fate in modo che i vostri sogni divorino la vostra vita così che la vita non divori i vostri sogni” Antoine de Saint-Exupéry
 
Il Dragon Dreaming è un metodo di partecipazione, olistico e ben impostato col fine di realizzare progetti creativi, collaborativi e sostenibili. Esso si basa su dei principi di responsabilità del singolo e del gruppo, concordia e dovere.
È stato ideato dall’australiano John Croft basandosi sul pensiero del sistema e della saggezza degli aborigeni australiani.
Il Dragon Dreaming trascende la tradizionale gestione dei progetti. È una filosofia progettuale che arricchisce ogni aspetto della vita focalizzandosi sulla democrazia partecipativa, la sostenibilità ecologica e la giustizia sociale. Esso permette la nascita di una visione consolidata e comune trasformandola in obiettivi e azioni concrete. Lo sviluppo infrange gli schemi classici combinando la gestione del progetto con discussioni profonde, responsabilità, partecipazione, gioia e successo. Tutto ciò favorisce l’arricchimento della persona.
Il Dragon Dreaming viene utilizzato in gruppi che hanno mete, idee e impieghi che vogliono sviluppare attraverso un metodo efficiente che rende il lavoro giocoso e durevole.
Il sogno è il carburante della motivazione. Le procedure della gestione convenzionale non prendono in considerazione il sogno in quanto non è, di per sé, un qualcosa di lineare, logico o razionale ma è esattamente l’opposto. È una sorgente infinita di creatività, fonte di innovazione e cambiamento.
John Croft indicò che un progetto di successo è suddiviso in quattro fasi:
  1. Dreaming: un sognatore, per vedere un sogno realizzato deve condividerlo con altre persone in modo che si crei una squadra alleata nella coronazione del sogno. In questo modo il sogno individuale muore dando vita ad uno di gruppo con una visione comunitaria. Le statistiche mostrano che il 90% dei progetti si ferma alla fase del sogno, questo perché non viene condiviso.
  2. Planning: il sogno si sposta su un piano dove i partecipanti discutono riguardo a finalità, alternative, strategie, costi e lavori. Viene creato un programma e vengono distribuite le responsabilità preliminari per la crescita delle attività.
  3. Doing: per la materializzazione di un sogno si deve trasformare la pianificazione con il fare, camminando in direzione degli obiettivi dove i vari gruppi co-operano supportandosi a vicenda.
  4. Celebrating: questa è una fase molto inusuale nella visione tradizionale dello sviluppo di un progetto ma basilare per mantenere viva la connessione del gruppo. Nella celebrazione si festeggiano sia le conquiste personali che di gruppo oltre a liberarsi dallo stress.

Queste fasi presuppongono quattro tipi di caratteristiche che, in genere, corrispondono a quattro tipi di personalità occorrenti al raggiungimento del traguardo. Per questo, all’interno di un gruppo, si possono creare conflitti dati dalla diversa impostazione mentale di ognuno. Per far fronte a questo inconveniente (che poi è una ricchezza) Dragon Dreaming suggerisce di suddividere in quattro squadre il gruppo per facilitare il lavoro. Così facendo tutto diventa più leggero e gli obietti vengono raggiunti con più facilità.
I ruoli sono:
  1. Dreamers: espongono opinioni e idee;
  2. Planers: si occupano di sviluppare le idee e pianificare;
  3. Doers: gestiscono il lavoro pratico;
  4. Revelers: si concentrano sullo sviluppo e il benessere del gruppo oltre a dare la carica.

Dragon Dreaming si basa su tre principi:
  1. Crescita personale: allenamento e valorizzazione delle potenzialità del singolo;
  2. Costruzione di comunità: miglioramento della qualità della collettività;
  3. Servizio alla Terra: salvaguardare il benessere della madre terra.

Il facilitatore del Dragon Dreaming ricopre un ruolo di guida del processo:
  1. Illustra le linee guida adottate;
  2. Direziona le discussioni evitando divagazioni;
  3. Facilita il ritrovamento di un punto in comune quando persistono tante idee che, in alcuni casi, possono essere contrastanti sottolineando i punti comuni e non;
  4. Supporta ed incita il gruppo;
  5. Fa il riassunto di quando detto evidenziando i punti più salienti.
                                                       
 
“Soltanto una cosa rende impossibile un sogno, la paura di fallire” Paulo Coelho



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